Conti correnti al setaccio dell’Inps: ecco quando scattano i controlli automatici

Dopo l’avvio ad inizio agosto scorso della sperimentazione sull’evasometro per le persone fisiche, lo strumento a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per stanare gli evasori fiscali, già usato per scovare le aziende che non pagano le tasse e che ora verrà impiegato anche per i privati cittadini, ora  è l’Inps che passa al setaccio i nostri conti correnti.
Come riporta Il Giornale dal primo gennaio 2020 quando si presenta l’Isee per accedere a una data prestazione sociale partono automaticamente una serie di approfonditi controlli sui conti bancari di quei cittadini che hanno richiesto l’indicatore di situazione economica equivalente, l’Isee.

Inps: quando scatta il controllo sui conti correnti

La novità sarebbe contenuta in una circolare interna dell’istituto nazionale di previdenza sociale guidato da Pasquale Tridico. In sostanza da quest’anno quando chiediamo all’Inps prestazioni come il bonus bebè, il bonus asilo o altro richiedendo l’Isee, scattano controlli automatici sui nostri conti correnti verificando anche le cifre esatte.

Se emergono difformità tra i dati forniti dal cittadino e quelli in possesso dell’Inps, il richiedente potrà in ogni caso richiedere la prestazione fornendo tuttavia una nuova documentazione bancaria per mettersi in regola. A tal proposito, come riporta il quotidiano, l’Inps scrive nella circolare:

“A decorrere dal primo gennaio 2020, il controllo del patrimonio mobiliare sia per la Dsu non precompilata che per quella precompilata (in caso di modifiche dei dati del patrimonio mobiliare precompilati) riguarderà le informazioni relative al saldo e alla giacenza dei rapporti posseduti”. Prima della novità, infatti, il controllo si riferiva “solo alla numerosità dei rapporti finanziari”.

Se invece nel caso in cui dalla verifica su saldi e giacenze del richiedente Isee dovesse emergere un valore del patrimonio familiare incoerente con quello dichiarato, questa discrepanza comparirà tra le annotazioni dell’Isee e a sua volta il richiedente potrà presentare una Dsu rettificata, inoltrare l’Isee fornendo in allegato ulteriore documentazione per dimostrare la propria correttezza oppure chiedere la rettifica al Caf.

Fonte Wall Street Italia