Brexit: “Il mancato accordo metterebbe a rischio l’uscita dalla EU”

Mancano poco meno di 24 ore per quello che sembra essere il giorno decisivo per la Brexit.

Domani 15 Gennaio 2019, la Camera dei comuni si riunirà e voterà l’accordo che Theresa May è riuscita dopo tanti sforzi a concordare con Bruxelles per il divorzio di Londra dall’Ue. Se la votazione del Parlamento sarà negativa è molto probabile che la Brexit non si farà affatto.

May ha dichiarato che questa sarebbe “una violazione catastrofica e imperdonabile della fiducia nella nostra democrazia“.

Nel frattempo, riporta la Bbc online, Downing Street sarebbe allarmata dalla prospettiva – in caso di una bocciatura del piano May in Parlamento – che i deputati possano sottrarre al governo l’iniziativa sulla Brexit. Secondo quanto riporta il Sunday Times, infatti, un gruppo interpartitico di parlamentari vuole cambiare le regole ai Comuni in modo che le mozioni dei deputati senza incarichi di governo possano avere la precedenza sulle direttive di Downing Street se la May viene sconfitta: una prospettiva, questa, che di fatto emarginerebbe la premier.

Il tutto mentre, secondo indiscrezioni,  in Parlamento ci sarebbe chi sta lavorando per procrastinare l’uscita dall’Unione europea a dopo il 29 marzo o addirittura far saltare Brexit.

In un discorso programmato per oggi, May avanzerà tutti i propri dubbi sul compimento della Brexit in caso di No deal. E fermare la Brexit rappresenterebbe un tradimento di milioni di elettori che hanno scelto di lasciare l’Ue nel referendum del 2016.

Secondo l’analisi della Banca d’Inghilterra, un’uscita caotica dall’Ue potrebbe avere gravi contraccolpi su sterlina e prezzi delle case, facendo precipitare il Regno Unito in una recessione peggiore della crisi finanziaria di dieci anni fa.